Progetto in dettaglio

L'Osservatorio Culture Migranti: un'iniziativa di ricerca, sensibilizzazione e promozione socio-culturale focalizzata sugli oltre 7 milioni di stranieri e neo-italiani che vivono nel nostro Paese

L’“Osservatorio Culture Migranti” è un progetto di ricerca, sensibilizzazione e promozione.

È ideato e sviluppato dal 2015 dall’IsICult - Istituto italiano per l’Industria Culturale, centro di ricerca indipendente (clicca qui per il sito web dell’Istituto), in partenariato con la Fondazione Migrantes (organo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana – Cei: clicca qui per il sito web della Fondazione Migrantes).

Il progetto  ha come obiettivo essenziale una prima inedita ricognizione di tutte realtà culturali delle comunità immigrate in Italia.

Si tratta del primo inedito censimento mai realizzato sulla dimensione culturale del fenomeno migratorio in Italia: un’indagine statistica e sociale, di approccio quali-quantivativa, arricchita da un approccio “semantico” ed “economico” al contempo.

Si ricordi che secondo i dati più recenti pubblicati dall’Istat (vedi Istat, "Annuario Statistico Italiano", Roma, 2016, pubblicato, per l’esattezza il 29 dicembre 2016), al 1° gennaio 2016 la popolazione residente in Italia sarebbe stata formata da 60,7 milioni di persone, di cui la componente straniera rappresenterebbe l’8,3 %, pari a circa 5 milioni di persone. È qui opportuno ricordare che, secondo altre fonti, la popolazione straniera in Italia, considerando anche i “non residenti”, può essere stimata nell’ordine di quasi 6 milioni di persone: in questa area “grigia”, vi dovrebbero essere in effetti circa 850mila persone, di cui circa una metà non ancora iscritte nei registri anagrafici dei Comuni e l’altra metà “irregolari” . Se sono circa 5 milioni gli stranieri “residenti” in Italia, e circa 1 altro milione circa fuoriesce dalle statistiche ufficiali, va anche ricordato il fenomeno dei cosiddetti “nuovi italiani”: negli ultimi cinque anni, è fortemente cresciuta la quantità di cittadini stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana, se è vero che si è passati dai poco più di 56mila dell’anno 2011 ai ben 178mila del 2015. I “cittadini italiani di origine straniera” che si sono andati a sommare nel corso del tempo sono stimati in circa 1,5 milioni: quindi, in un’accezione lata, si potrebbe calcolare che, in verità, ai quasi 6 milioni di stranieri che sono residenti e che comunque vivono in Italia (i 5 milioni stimati da Istat, più quegli 800mila di “non residenti”), si dovrebbero sommare anche questi 1,5 milioni di italiani “ex stranieri” (nel quadriennio 2012-2015, gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono stati complessivamente 474mila, una quantità che, sommata al dato simile rilevato in occasione del Censimento Istat del 2011, ovvero 671mila persone, determina una verosimile stima di popolazione italiana di origine straniera nell’ordine di appunto circa 1,5 milioni di persone). Il totale assume quindi un valore ben notevole, dato che saremmo a ben 7,3 milioni di persone, tra stranieri che vivono in Italia e “neo italiani” (ovvero “ex stranieri”) divenuti italiani

Il progetto di “Osservatorio Culture Migranti” si pone come sviluppo di una ricerca in corso, realizzato da IsICult e Fondazione Migrantes (Cei) in regime di partenariato: “L’Immaginario Migrante. Culture e media delle comunità immigrate in Italia”.

Un estratto del work-in-progress dello studio è pubblicato sotto forma di capitolo del XXV “Rapporto Emigrazione 2015. La cultura dell’incontro”, a cura di Caritas e Migrantes, pubblicato nel giugno 2016, per i tipi di Tau Editrice (Todi):

vedi Angelo Zaccone Teodosi:

L’informazione sui migranti, tra media e cultura. Allarmismo, economicismo, stereotipi e deficit di metodo” (clicca qui, file in formato .pdf, peso circa 0,5 mega).

Lo stato dell’arte delle ricerche sulla realtà dei fenomeni migratori verso l’Italia ed in Italia evidenzia (al di là di un approccio prevalentemente allarmistico-emergenziale) una sovra-rappresentazione delle tematiche economiche ed un sottodimensionamento delle tematiche culturali: si giunge al paradosso di disporre un rapporto annuale su quanto gli immigrati siano... “bancarizzati” (ovvero quanto fruiscano di servizi bancari e quali siano i loro bisogni finanziari), a fronte di un sostanziale deserto di ricerche e studi sulla dimensione culturale dell’immigrazione, intesa sia nella sua dinamica “immaginaria” (cosa vedono nell’Italia i potenziali immigrati e che aspettative hanno costruito nel loro immaginario?) sia nella dimensione materiale dei consumi e delle attività culturali (che rapporto hanno con la televisione italiana e gli altri media? come fruiscono di cultura, rispetto all’offerta del sistema mediale italiano ed alle radici culturali nazionali? cosa sviluppano come “produttori” di cultura in Italia?).

In quest’ambito, nel nostro Paese, la ricerca accademica si è limitata a esplorare l’immagine “mediata” degli immigrati, ovvero come i media italiani percepiscono i fenomeni migratori (in argomento, la letteratura scientifica è ormai discretamente consistente), ma non come i migranti vivono sulla propria pelle e nel proprio immaginario la dimensione migrante.

Nel corso degli ultimi due decenni (ma soprattutto negli ultimi anni, in coincidenza con l’intensificazione dei flussi migratori verso l’Italia), sull’intero territorio nazionale, si sono sviluppate centinaia e centinaia di iniziative, ad opera di associazioni di varia natura (per lo più formate da migranti, ma anche da esponenti del “terzo settore” italiano), che evidenziano l’esistenza di un concreto e vivissimo “tessuto culturale” ad opera degli immigrati.

Non esiste però ad oggi un censimento né un anagrafe dei soggetti che sviluppano attività culturali nell’ambito delle comunità immigrate: fino all’autunno del 2015, non era emerso alcun intervento istituzionale organico a favore di queste attività, dato che la mano pubblica si limitava per lo più a sostenere iniziative in ambito linguistico (insegnamento dell’italiano come seconda lingua) e scolastico (lotta all’abbandono).

L’iniziativa del bando “MigrArti” (clicca qui per la sezione del sito web del Mibact dedicata a Migrarti) promossa dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e il Turismo a fine 2015 si è posta come primo tentativo italiano di sostegno organico da parte dello Stato a favore delle attività culturali dei migranti.

Nonostante il carattere sperimentale e la limitatezza del budget allocato nella prima edizione (circa 800mila euro, cresciuto ad 1,5 milioni di euro per la seconda edizione, il cui bando è scaduto nel gennaio 2017), l’iniziativa ha consentito di evidenziare l’esistenza di un tessuto socio-culturale ricco, plurale e spesso ben strutturato, che merita essere studiato ed analizzato, anche al fine di ottimizzare i futuri interventi del Mibact: entro la prevista scadenza di inizio febbraio 2016, sono pervenuti poco meno di 1.000 progetti, 439 per il teatro, la danza e la musica e 528 per le attività cinematografiche… Un successo, anche quantitativo, superiore alle più ottimistiche aspettative. Premesso che uno dei requisiti premiali era rappresentato dalla presentazione di istanze sulla base di una rete di soggetti, si stima che siano state coinvolte varie migliaia di soggetti: circa 5.000 realtà. Nel gennaio 2017, è scaduto il termine per la presentazione di istanze per la seconda edizione del progetto speciale “MigrArti”, ed a metà marzo 2017 sono stati annunciati i risultati: 74 i progetti vincitori, rispetto ai 46 dell'edizione passata, quasi 400 progetti pervenuti, con più di 1.500 realtà coinvolte, ricordando che nell'edizione 2017 è stato introdotto l’obbligo di partenariato in esclusiva con associazioni legate al mondo dell'immigrazione e dei “nuovi italiani”...